Fotografia gastronomica
Fotografo Food a Roma
La fotografia gastronomica come forma di ascolto. Non si tratta di rendere il cibo "appetitoso", ma di capire cosa un piatto vuole dire e trovare il modo di tenerlo in un'immagine senza perderlo.
La prima cosa che faccio con uno chef sono domande. La cosa più importante, all'inizio, credo sia familiarizzare con il posto e le persone che ci lavorano. Quello che mi interessa di più capire, è quale sia l'idea dietro la proposta gastronomica che viene fatta. Cosa vuole dire lo chef. Da quel momento in poi il lavoro è capire come tradurre quell'idea con la macchina fotografica.
In breve: sono un fotografo food con base a Roma e lavoro con ristoranti, chef e brand gastronomici in tutta Italia. Si può cominciare da una mezza giornata per aggiornare il menu, che parte da 490 euro, da una giornata intera di shooting, da 800 euro, oppure da un percorso più lungo in cui costruiamo insieme l'immaginario visivo del locale. I file arrivano già pronti per menu, sito, social e stampa, con la post-produzione (la selezione, il colore e il ritocco dopo lo scatto) sempre compresa: una prima selezione in pochi giorni, i file finiti in una o due settimane. Più sotto trovi i formati con i prezzi e quello che comprende ciascuno.
Il metodo
Partire dal piatto, non dall'estetica
Fotografare il cibo in modo interessante richiede, prima di tutto, di capire il cibo che si sta fotografando. Questo sembra ovvio ma non è il modo in cui funziona la maggior parte del lavoro food commerciale, dove una formula stilistica si applica a qualsiasi soggetto indipendentemente da quello che è. Quello che faccio invece è partire da quello che uno chef vuole comunicare: la tecnica dietro il piatto, il rapporto con le materie prime, la stagione che racconta, la memoria che porta con sé. La fotografia viene dopo, come tentativo di tenere tutto questo in un'immagine senza appiattirlo.
In pratica questo significa passare tempo in cucina prima di scattare, capire il ritmo del servizio, guardare i processi. Le immagini migliori non si costruiscono, si trovano nel momento in cui si sa abbastanza di un posto da riconoscerle.
Progetti e collaborazioni
Le cucine con cui lavoro
Nel tempo questo modo di lavorare mi ha portato all'interno di alcune delle cucine più precise in Italia e di conoscerne icone consolidate e nuove grandi promesse. Ho fotografato Niko Romito, Heinz Beck, Tommaso Tonioni da ARSO, con cui ho costruito un immaginario che dura ormai da anni, basato sulla materia cruda, sull'attesa, su un rigore che viene dal territorio. Ogni cucina parla in modo diverso e applicare la stessa formula a tutte renderebbe il mio lavoro inutile, o per come la vedo io, impreciso: se rappresentassi tutto il cibo nello stesso modo, sembrerebbe che lo stesse cucinando sempre la stessa persona.
Lavoro anche con Domenico Marotta, con Giulio Gigli a UNE e con altre piccole realtà che cercano questo stesso approccio alla propria comunicazione. Ogni collaborazione ha avuto una propria logica visiva, costruita a partire dal progetto gastronomico, non imposta dall'esterno.
Piatti e still life
Fotografo di piatti e still life food
C'è una differenza tra fotografare un piatto in studio e seguirlo mentre nasce in cucina, ed è una differenza che sento fisicamente nel modo in cui lavoro. Nello still life ho il controllo totale: la luce la costruisco pezzo per pezzo, decido da dove arriva, quanto è morbida, dove lascio cadere l'ombra. È un lavoro lento, quasi da scultore, in cui ogni elemento (il riflesso su una salsa, la texture di una superficie, il vapore che dura tre secondi) va tenuto insieme con precisione. Il reportage in cucina è l'opposto: lì la luce me la trovo, e il lavoro diventa riconoscere il momento giusto nel ritmo del servizio invece di costruirlo.
In pratica un fotografo di piatti deve saper fare entrambe le cose, perché un ristorante ha bisogno di tutte e due: l'immagine pulita e definita per il menu o per lo scaffale, e quella più viva e imperfetta che racconta la mano di chi cucina. Quello che cerco di evitare, in ogni caso, è il piatto reso "appetitoso" con i trucchi di sempre. Preferisco un'immagine vera, anche quando è meno addomesticata.



Output
Cosa produce il lavoro
Il materiale che produco copre l'arco completo della comunicazione visiva di un ristorante: immagini per il menu e per il sito, fotografie per i social, materiale per l'editoriale e per la stampa. Ho pubblicato su Cook_inc., Gambero Rosso e Puntarella Rossa, Food&Wine Italia, Bromio e molti altri. Ho lavorato su campagne pubblicitarie e su documentazione di processo. La distinzione tra il lavoro editoriale e quello commerciale è importante e cerco di mantenerla precisa in ogni progetto.
Per i locali con cui lavoro in continuità nel tempo (vedi Direzione Visiva) il risultato più importante non è la singola immagine ma la coerenza accumulata: un corpus visivo che nel tempo diventa riconoscibile e racconta qualcosa di specifico su quel posto.









Il servizio
Servizi fotografici per ristoranti a Roma
Quando un ristorante a Roma mi cerca per un servizio fotografico, la prima cosa che facciamo non è fissare la data dello shooting, ma capire a cosa servono davvero le immagini. Un menu da rinnovare, un sito da rifare, i social da alimentare con continuità, le foto per le piattaforme di delivery: ognuna di queste esigenze chiede un tipo di immagine diverso, e partire da qui evita di produrre un archivio bello ma inutile.
Da lì costruiamo insieme la giornata. In genere passo prima un po' di tempo in cucina, guardo come si muove il servizio, scelgo con lo chef i piatti che vale la pena raccontare e quelli che invece funzionano meglio come dettaglio o come gesto. Una giornata copre di solito i piatti signature, qualche scatto d'ambiente e il ritratto di chi ci sta dietro, ma il taglio dipende da quello che ci siamo detti all'inizio. Consegno file già pronti per l'uso, ottimizzati per il canale a cui sono destinati (web, social, stampa), e quando il rapporto continua nel tempo il valore vero diventa la coerenza dell'insieme, più che la singola foto. (C'è anche una domanda che spesso arriva tardi, a chi appartengono davvero le immagini una volta consegnate: ne ho scritto in le foto del tuo ristorante sono davvero tue?)
Lavoro soprattutto a Roma, dove sono basato, ma mi muovo in tutta Italia quando il progetto ha senso.
Formati e prezzi
Quanto costa un servizio fotografico food a Roma
Questi sono i formati con cui lavoro più spesso, con il prezzo da cui partono. Il numero esatto lo definiamo dopo una conversazione sul progetto, perché dipende da cosa deve raccontare e da dove finiranno le immagini.
| Formato | Cosa comprende | Prezzo |
|---|---|---|
| Mezza giornata, aggiornamento del menu | Circa quattro ore al locale, dedicate ai piatti nuovi o cambiati. Post-produzione compresa. | da 490 € |
| Giornata di shooting | Una giornata intera al locale tra piatti, ambienti e persone che ci lavorano. Post-produzione compresa. | da 800 € |
| Shooting con costruzione dell'immaginario visivo | Un lavoro completo, con valore autonomo, che comprende una valutazione scritta dell'immaginario visivo attuale del locale. Post-produzione compresa. | 950 € |
| Progetto su misura | Pre-produzione, sopralluoghi, un linguaggio visivo dedicato al locale e una o più giornate di scatto. Post-produzione compresa. | da 1.500 a 5.000 € |
Prezzi in euro. La post-produzione è il lavoro che segue lo scatto: selezione delle immagini, correzione del colore e della luce, ritocco. Se cerchi un rapporto continuativo, con uno shooting ogni mese, lo trovi in Direzione Visiva. Cifre aggiornate a settembre 2026. IVA non applicata (regime forfettario); ai compensi si aggiunge la rivalsa INPS del 4%.
Domande frequenti
Domande frequenti
Quanto costa un servizio di food photography a Roma?
Dipende da cosa serve al tuo locale, e per questo i prezzi sono per formato e non per singola foto. Una mezza giornata per aggiornare il menu parte da 490 euro, una giornata intera di shooting da 800 euro, lo shooting con costruzione dell'immaginario visivo costa 950 euro e un progetto su misura, con più giornate, va da 1.500 a 5.000 euro. La post-produzione è sempre compresa. Il numero esatto lo definiamo dopo una chiamata, e sul perché i prezzi cambiano ho scritto un articolo a parte, quanto costa un fotografo a Roma.
La post-produzione è compresa nel prezzo?
Sì. Per post-produzione intendo il lavoro che segue lo scatto: la selezione delle immagini migliori, la correzione del colore e della luce e il ritocco. È sempre compresa nel prezzo di ogni formato, perché senza quel lavoro le immagini non sono finite.
Posso usare le immagini anche per una campagna pubblicitaria?
Dipende dall'uso. Un conto è mostrarle sul sito e sui social del tuo locale, un altro è usarle in una campagna pubblicitaria o cederle a terzi: in questi casi la licenza d'uso è una voce separata, che definiamo per iscritto nel preventivo.
Lavori solo a Roma o anche fuori?
Sono basato a Roma e lì lavoro più spesso, ma mi sposto in tutta Italia (e all'occorrenza all'estero) quando il progetto lo giustifica. Le spese di trasferta, quando ci sono, le mettiamo in chiaro fin dall'inizio.
Consegni foto già pronte per i social e il sito?
Sì. Consegno file già ottimizzati per il canale a cui sono destinati, che sia il menu, il sito, Instagram o le piattaforme di delivery. Se lavoriamo insieme con continuità, di solito organizziamo la produzione in modo che tu abbia sempre materiale fresco senza doverci pensare ogni volta.
In quanto tempo consegni il materiale?
Dipende dalla mole, ma di norma consegno una prima selezione entro pochi giorni dallo shooting e i file finiti (selezionati e post-prodotti) nell'arco di una o due settimane. Se c'è una scadenza precisa, me lo dici prima e ci organizziamo.
Se hai un progetto gastronomico con un'identità che vuoi comunicare e vuoi capire se ha senso lavorare insieme, contattami. Sarò felice di parlarne insieme, darti dei consigli e vedere se ci sono i presupposti per una collaborazione.
Scrivimi per cominciare